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Riflessioni sui risultati dell’Osservatorio Turismo On Line 2009

Ieri mattina, a Milano, sono stati presentati i risultati dell’Osservatorio Turismo On Line 2009/10. La documentazione del convegno è scaricabile da questo link. I primi commenti e sintesi della ricerca  è possibile trovarli già pubblicati on line in altri blog… Dai temi trattati mi...

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The sorry state

Pubblicato da Flavio Ghiringhelli | Tema: News, Volare | il 04-03-2010

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Nella mia carriera di professionista nell’industria del turismo vanto diversi anni di esperienza in importanti compagnie aeree. E’ un settore sempre ricco di spunti e controversie. Potremmo dibattere di tariffe, gestione bagagli, diritti del consumatore, orari, tecnologia, network… Oggi però faccio mie le riflessioni di tale Mark Ashley  contabile del North Carolina: dove va a finire tutta la spazzatura generata in ogni volo?
A volte siamo talmente assuefatti a certi meccanismi, da non notarne neanche le incongruenze. A casa nostra il riciclo segue una prassi più o meno precisa. Se qualcuno nel mio condominio sbaglia contenitore  - magari gettando nella carta anche il sacchetto di plastica che conteneva tutti i giornali vecchi – siamo tutti certi di ricevere la multa nei mesi successivi.
Lassù tra le nuvole, al contrario, dopo ogni pasto il personale di bordo raccoglie con indifferenza cartone, contenitori di plastica o alluminio, lattine, e getta tutto insieme nello stesso sacco.
Mark Ashley l’ha notato, fateci caso anche voi.
Negli Stati Uniti non è un single blogger a monitorare questo gap: l’associazione Green America ha redatto il report The Sorry State of Recycling in the Airline Industry, in cui si calcola che in un anno i vettori statunitensi gettano alluminio sufficiente a costruire 58 Boeing 747!
Tre quarti dei rifiuti generati da ciascun passeggero sono riciclabili, ma solo il 20% viene di fatto salvato e riutilizzato.

In Italia, in Europa, dubito che i numeri siano diversi  - con debite eccezioni  – quindi reputo importante smuovere questo pericolosissimo meccanismo di finta inconsapevolezza.

Cosa possiamo fare? Mah, semplicemente prendere atto del proprio impatto. E ci vuole poco!
A partire dal quotidiano che tanto comodamente ritiriamo al mattino, salendo a bordo. Invece di abbandonarlo sul sedile, a volo terminato, portiamolo con noi e gettiamolo nel primo cassonetto della carta. Stessa cosa con eventuali bottiglie di vetro o lattine, nel caso in cui la nostra domanda “cosa e come riciclate i materiali a bordo?” trovasse come unica risposta un grave imbarazzo…

Parlando in ottica B2B: riciclando si risparmia! Minori costi dello smaltimento in discarica e guadagno sulla vendita dei materiali riutilizzabili.


SSSStttttt… segreto di Pulcinella?


 

 

Sardegna no frills

Pubblicato da Flavio Ghiringhelli | Tema: News, Volare | il 25-01-2010

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Oggi prendo spunto da un lancio di Guida Viaggi dedicato alla Sardegna e alla necessità di finanziare i vettori low cost.
Si parla di circa 20 milioni già erogati. E allora inizio a riflettere.

Questi soldi pubblici, quindi pagati dai contribuenti, hanno effettivamente creato valore al conto economico turistico della regione, oppure lo hanno creato solo per le compagnie aeree in oggetto?

Perché con un simile investimento non è stato creato un progetto di “incoming” per l’incremento dei turisti stranieri, che permettesse alle ADV e ai T.O. locali di studiare nuove formule per attrarre clienti? Magari condiviso con vettori aerei interessati ad investire sulla regione, anziché a sfruttare l’opportunità finanziaria.

Ritengo infatti che non siano solo i vettori low-cost a poter creare nuovi flussi di traffico. Al contrarrio, basterebbe avere creatività, la giusta preparazione e una buona disponibilità finanziaria, che al momento sembra essere abbondante in Sardegna..!