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Riflessioni sui risultati dell’Osservatorio Turismo On Line 2009

Ieri mattina, a Milano, sono stati presentati i risultati dell’Osservatorio Turismo On Line 2009/10. La documentazione del convegno è scaricabile da questo link. I primi commenti e sintesi della ricerca  è possibile trovarli già pubblicati on line in altri blog… Dai temi trattati mi...

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L’AGENTE PERFETTO

Pubblicato da Flavio Ghiringhelli | Tema: News | il 22-02-2010

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Mi collego al post precedente, relativo alle fee d’agenzia. Stavolta offro una considerazione da cliente e non da addetto ai lavori: se da domani dovessi pagare una fee adeguata al valore del servizio offerto da un’agenzia di viaggi, vorrei poterla valutare secondo parametri precisi, attraverso i quali potermi formare una vera opinione.

Provate a riflettere con me, se avessi bisogno di un avvocato, di un commercialista o di un professionista in genere, avrei sicuramente la possibilità di valutare il tipo di servizio erogato, la sua preparazione e la sua esperienza in campo attraverso i risultati/successi da lui ottenuti (questo spesso attraverso il passaparola), ma anche grazie all’eventuale associazione ad un brand riconosciuto, l’uso di particolari tecnologie, ecc. il che mi porterebbe ad inquadrare il perché questo professionista applica determinate parcelle.

E le agenzie di viaggio? Quali potrebbero essere i parametri di riferimento?
Sicuramente  - anche in questo caso specifico –  valgono i servizi erogati, il personale che vi lavora all’interno, l’uso di particolari tecnologie, l’associazione a brand riconosciuti, ma sulla preparazione dei propri dipendenti, su cosa posso basarmi?
Qui entra in gioco il valore consulenziale che ciascun professionista sa dare al proprio ruolo. In questo, il commitment degli agenti è importate, dal momento che sono “erogatori di sogni”, coloro ai quali ci si rivolge con totale fiducia, investendo un budget importante, o comunque extra, in vista di aspettative ben definite. E spesso alte.

Formazione continua, quindi, alla base di un profilo di successo. Il cliente riconosce la differenza tra un interlocutore preparato, concretamente abile nel consigliare, modificare, guidare le scelte.
Empatia con l’utente, che spesso entra con un’idea non idonea e deve essere quindi accompagnato con intelligenza verso soluzioni alternative, più consone.

Lo human touch deve raggiungere, insomma, un valore decisivo. Questa è secondo me la chiave che permette a tanti validi professionisti dei viaggi di concorrere con successo anche con Internet.

Tutti in linea

Pubblicato da Flavio Ghiringhelli | Tema: Curiosità Digital Buzz, Opportunità di mercato | il 27-11-2009

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Si avvicina un appuntamento molto interessante per il nostro settore e volentieri ne cito qui le direttive. Si tratta del Congresso Internazionale di Innovazione e Tecnologia, dedicato alle aziende e agli addetti ai lavori del turismo.
Il panel è ambizioso e promette discussioni di alto profilo, ma io partirei da qui per riflettere una volta di più sullo stato delle cose.
Per carità, condividere e confrontarsi è sempre una ricchezza, ma la mia impressione è che, mentre svisceriamo le opportunità del Web, gli utenti – molto semplicemente – si organizzino dimostrando una maturità ben superiore alle nostre spesso vetuste logiche di business.

Ora, mentre turisti e viaggiatori sfruttano l’online per SCEGLIERE e PARTECIPARE alla costruzione di una massa critica, come reagiscono per esempio le Agenzie di Viaggio?
Alcuni sono lungimiranti, ma urge sottolineare l’apparente scetticismo di troppi altri.

Il Web è un mondo solo apparentemente virtuale, dal momento che rappresenta un motore determinante nella costruzione dell’opinione e dei trend. Scegliere la modalità “off” oggi non è snobberia, ma cecità.

Aprire il proprio canale digitale è come spalancare una finestra: aria fresca!