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Riflessioni sui risultati dell’Osservatorio Turismo On Line 2009

Ieri mattina, a Milano, sono stati presentati i risultati dell’Osservatorio Turismo On Line 2009/10. La documentazione del convegno è scaricabile da questo link. I primi commenti e sintesi della ricerca  è possibile trovarli già pubblicati on line in altri blog… Dai temi trattati mi...

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La giusta fee

Pubblicato da Flavio Ghiringhelli | Tema: News, compagnie aeree | il 17-03-2010

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Non è un segreto che le compagnie aeree oggi tendano ad ampliare il menu degli extra. Si ha l’impressione di dover pagare per qualsiasi cosa: dall’acqua (i vettori low cost non concedono tregua neanche su un bene così primario) alla carta di credito (sì, c’è chi ha declinato questa furbissima tassa sul metodo di pagamento ormai obbligato per tutti) e persino… l’uso del bagno! Se dobbiamo credere alle cronache, Ryanair ci sta facendo un pensierino.
Insomma, le cosiddette “fee” sono un canale altamente profittevole. Nell’intero 2009 negli Stati Uniti le compagnie domestiche hanno raccolto circa 1 miliardo di dollari nelle sole tasse applicate al cambio di biglietto, più di 1,2 miliardi alla voce bagaglio. C’è di che sorridere!
Io sono d’accordo con Christopher Elliott e volentieri cito i suoi suggerimenti.
Opzionali: deve sussistere una scelta reale. Tutti utilizzano la carta di credito, farne veicolo di costo extra è una truffa mal mascherata.

Non legate a un bene prima elargito gratuitamente: se il comunissimo sacchetto di salatini inizia a costarmi, quel piccolo obolo richiesto diventa un gigantesco boomerang per l’immagine della compagnia.
Aggiungono valore: non eliminare servizi, ma aggiungerne, così da rendere sensato il pagamento. Maggior intrattenimento, per esempio. Se posso vedere un film inedito, pago volentieri!
Ragionevoli: pagare in fee il doppio del costo del biglietto è ridicolo, oltre che  - appunto – totalmente irragionevole.

Per che cosa pagherei io?
Wi-Fi in volo, spazio aggiuntivo per le gambe, ma anche trattamenti privilegiati se in un volo piuttosto lungo desidero concedermi maggior agio, perché no?

Sarei curioso di sapere per quali servizi voi sareste disposti a concedere un extra!

The sorry state

Pubblicato da Flavio Ghiringhelli | Tema: News, Volare | il 04-03-2010

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Nella mia carriera di professionista nell’industria del turismo vanto diversi anni di esperienza in importanti compagnie aeree. E’ un settore sempre ricco di spunti e controversie. Potremmo dibattere di tariffe, gestione bagagli, diritti del consumatore, orari, tecnologia, network… Oggi però faccio mie le riflessioni di tale Mark Ashley  contabile del North Carolina: dove va a finire tutta la spazzatura generata in ogni volo?
A volte siamo talmente assuefatti a certi meccanismi, da non notarne neanche le incongruenze. A casa nostra il riciclo segue una prassi più o meno precisa. Se qualcuno nel mio condominio sbaglia contenitore  - magari gettando nella carta anche il sacchetto di plastica che conteneva tutti i giornali vecchi – siamo tutti certi di ricevere la multa nei mesi successivi.
Lassù tra le nuvole, al contrario, dopo ogni pasto il personale di bordo raccoglie con indifferenza cartone, contenitori di plastica o alluminio, lattine, e getta tutto insieme nello stesso sacco.
Mark Ashley l’ha notato, fateci caso anche voi.
Negli Stati Uniti non è un single blogger a monitorare questo gap: l’associazione Green America ha redatto il report The Sorry State of Recycling in the Airline Industry, in cui si calcola che in un anno i vettori statunitensi gettano alluminio sufficiente a costruire 58 Boeing 747!
Tre quarti dei rifiuti generati da ciascun passeggero sono riciclabili, ma solo il 20% viene di fatto salvato e riutilizzato.

In Italia, in Europa, dubito che i numeri siano diversi  - con debite eccezioni  – quindi reputo importante smuovere questo pericolosissimo meccanismo di finta inconsapevolezza.

Cosa possiamo fare? Mah, semplicemente prendere atto del proprio impatto. E ci vuole poco!
A partire dal quotidiano che tanto comodamente ritiriamo al mattino, salendo a bordo. Invece di abbandonarlo sul sedile, a volo terminato, portiamolo con noi e gettiamolo nel primo cassonetto della carta. Stessa cosa con eventuali bottiglie di vetro o lattine, nel caso in cui la nostra domanda “cosa e come riciclate i materiali a bordo?” trovasse come unica risposta un grave imbarazzo…

Parlando in ottica B2B: riciclando si risparmia! Minori costi dello smaltimento in discarica e guadagno sulla vendita dei materiali riutilizzabili.


SSSStttttt… segreto di Pulcinella?